Kassim racconta 5

Un nemico insolito

  • Dopo il rapimento, le prime torture e la consegna da parte della polizia ai servizi segreti pachistani, sentivo la presenza dei jinn (i demoni) nel campo segreto di detenzione. Ero consapevole del mondo dei jinn, so che occupano dei locali disabitati.
  • Nel campo segreto di Temara in Marocco avvertivo la loro presenza.
    Sempre a Temara, un giorno ascoltai un prigioniero parlare con un altro [da una cella all’altra e di nascosto]. Gli diceva di aver percepito la presenza dei jinn. La sorpresa fu che si trattava della stessa cella dove avevo sentito un tocco sulla mia testa come se una persona me la schiacciasse.
    Non fu una coincidenza, ‘sta gente usa la magia nera contro di noi. La magia nera e la stregoneria sono dei bei modi per rovinare la vita degli altri!
  • Nel carcere “zaki” di Salé, vicino a Rabat, c’erano molti casi simili, addirittura dei diavoli spingevano e schiaffeggiavano certi fratelli.
    Una volta verso mezzanotte, un fratello lanciò un urlo così forte e stentoreo che fece svegliare tutto il reparto, un diavolo stava cercando di soffocarlo.
  • Dopo gli attentati di Madrid nel 2005, cominciarono a portare in carcere i fratelli dal nord del Marocco. All’improvviso, ci furono degli spostamenti e smistamenti, così fui messo in una cella dove c’erano 6 nuovi detenuti tutti del nord.
    Uno di loro con una banda attorno alla testa sembrava ammalato. Quando gli chiesi cosa avesse, raccontò che al commissariato al-Ma’arif di Casablanca era rimasto seduto su una sedia, bendato e ammanettato, per lungo tempo. All’improvviso qualcuno lo aveva colpito con un pugno alla mascella, subito aveva sentito la lingua appesantirsi e non riusciva più a muovere il braccio, era un colpo alterato dalla magia nera.
    Infatti, il povero fratello non era in grado di parlare correntemente, e mentre era sdraiato, a volte si alzava e diceva: «Eccolo qui, eccolo qui! Lo vedete?», non so cosa vedesse, come se ci fosse un ratto che correva sotto le coperte, ma era qualcosa visibile solo lui.
    Praticai su di lui la ruqya (la cura sharaitica) e gli dissi: «Fratello, la tua guarigione sta nel Corano, cerca di ripassare quel che ne conosci ogni tanto».
    Dopo una settimana circa il fratello, per volontà di Allah, si riprese.
    Grazie ad Allah -l’Altissimo- sono abituato a fare diverse invocazioni a tal punto che mi vengono spontanee, che Allah Ta’ala sia lodato.
    Quindi i jinn -i diavoli dico- è difficile che si avvicinino a chi ricorda Allah, perché rischierebbero di bruciarsi.
    Coloro che furono toccati dai diavoli, purtroppo non pregavano e non leggevano il Corano, né facevano i ricordi quotidiani. Erano quindi delle prede facili per i diavoli. (Nota: L’arresto di persone che non pregavano, mostra con chiarezza che il fascicolo della salafiya al-jihadiya è una montatura. Ai torturatori interessa solo il loro guadagno sulle persone!!!)
  • Dopo la liberazione e il rientro in Italia, appena misi i piedi in casa, qui a Bergamo, percepii la presenza dei diavoli, non solo ma anche l’uso di magia nera. Addirittura mia moglie vedeva delle cose.
    Subhãna-l-Lãh! Tutti hanno studiato presso lo stesso stregone!!!
    Con il permesso di Allah, riuscimmo a cacciare via i diavoli, la magia nera invece richiese più tempo. La sensazione che provavo era di non aver voglia di fare niente, la testa pesante, certi dolori insoliti, ad esempio l’entusiasmo che si trasforma subito in pigrizia, una debolezza e un’estrema sofferenza durante il Ramadan 2012 come se fossi un drogato in stato di disintossicazione…
    Non escludo comunque che qualcuno, in nostra assenza, venisse a rinnovare la magia nera in casa.
    In carcere sapevo con certezza del coinvolgimento dell’Italia nella mia tragedia, ma con questa novità, non ebbi più dubbi sul fatto che l’Italia è più che colpevole di quel che ho dovuto subire e di quello che mi tormenta continuamente. Ma prima o poi la magia stregherà il mago!

Allah Ta’ala dice: (..perché quello che han fatto è artificio di mago; e il mago, ovunque vada, non avrà riuscita), Ta-Ha, 69.

da www.islamiqra.eu

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