Kassim racconta 4

Il miglior amico del detenuto

Dal primo giorno in carcere non ebbi diritto al materasso né al cuscino né all’orologio né ai libri né alla radio né al pc né alla biblioteca né a corsi di formazione … persino certi cibi erano vietati: olio d’oliva, olive, burro, datteri, certi tipi di frutta, e si mangiava freddo perché era vietato riscaldare il cibo …
Fin dal primo momento in cui misi i piedi in cella, alle 23.30, ebbi invece diritto, e come no, alla compagnia di una tribù di scarafaggini. Un esercito invincibile -non potevo lasciare cibo alcuno- invadeva tutto, s’infiltrava ovunque e dappertutto, impossibile tenergli nascosto qualcosa .. però era comunque la mia compagnia, forse era il loro modo di farmelo capire, chi lo sa?
Vedere queste creature che non avevo mai avuto l’occasione e l’opportunità di conoscere -o forse di godere- così da vicino, mi faceva dedicare a loro tutta la mia attenzione: mentre mangiavo o ripassavo qualche sura del Corano o passeggiavo in cella o facevo l’abluzione, insomma ero condannato alla vita degli scarafaggini!
Che tristezza! Dopo essere stato trattato come uno scarafaggino pensare un giorno di abbandonare quel mondo, è molto triste no? un esercito che ti circonda di affetto, che non ti abbandona mai!
Chissà quante di queste bestioline -annegate nel cibo- avrò mangiato senza accorgermi?
Non crederete, ma lo scarafaggino è comunque un insetto domestico; cioè se sa che non lo uccidi o lo cacci via, si abitua subhãna-l-Lãh a non fuggire, lo vedi che prende il suo tempo per curiosare e mangiare. Non è male come ‘animale amico’!
Lo scarafaggino è un insetto puro (taaher) mangia cibo puro: formaggio, burro, dolce, cibo oleoso, con la continua curiosità nella speranza di trovare più cibo, un esercito di un centinaio di membri se non di più.
Gli scarafaggini non sono come gli scarafaggi delle fogne.
Fu chiesto a qualche ulema se sono dannosi, rispose di no. Dunque adottare una ‘famiglia scarafaggina’ non è una cattiva idea!
Infine, era solo una parte della mia vita in carcere, che volevo condividere con voi.

P.S. Ho subito rapimento, torture fisiche e psicologiche, rendition CIA, detenzione in segreto e lunghi anni di carcere e di lontananza dai miei cari, il tutto in assenza di qualunque legalità.
È in corso un’azione volta ad ottenere le scuse e la riparazione all’ingiustizia che ha sconvolto la mia vita: firmate la petizione a sostegno di questa richiesta e invitate i vostri conoscenti a firmarla, è un gesto di solidarietà e partecipazione!
Un sentito ringraziamento a chi ha già firmato, a chi deciderà di farlo e per chi s’interessa.
Per firmare apri il link: http://bit.ly/Britel-Apology

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