Marocco, dibattito sui detenuti islamici

Mentre Abou Elkassim Britel lentamente si riprende dall’ultimo faticoso sciopero della fame, in Marocco si discute della situazione dei detenuti islamici. Innocenti, per lo più, proprio come Kassim, vittime di processi affrettati, di torture e intimidazioni come sottolineato negli anni dai rapporti delle Ong internazionali e dell’AMDH (Association Marocaine des Droits Humains) che con grande coraggio denunciò da subito la gravità di quanto stava accadendo nel Paese e l’elevato numero di persone colpite dalla repressione cieca e violenta dopo gli attentati del maggio 2003.
Arresti di massa, sparizioni, giornali messi subito a tacere, qualche avvocato incriminato al primo accenno di protesta per l’impossibilità di svolgere il proprio ruolo, e poi un processo via l’altro, con imputazioni fotocopia e condanne pesanti inflitte il giorno stesso dell’apertura del processo.

L’articolo del settimanale marocchino Tel Quel spiega l’attuale situazione e i problemi tuttora aperti.
La traduzione è di Jacopo Granci.

Detenuti islamici. Una riconciliazione è possibile?
“Le famiglie dei detenuti islamici non possono più aggrapparsi alla speranza di una grazia reale” (AFP). E’ questa l’idea sostenuta dall’associazione Ennassir, che si occupa del sostegno ai detenuti salafiti. Sette anni dopo gli attentati del 16 maggio 2003, lo Stato è ormai disposto a tendergli la mano?
Ennassir lancia una nuova proposta. Nel corso di una conferenza, tenuta l’11 gennaio scorso, l’associazione ha suggerito l’allestimento di un “dispositivo di equità e riconciliazione” che riprenda in esame il dossier delle persone arrestate e condannate in modo affrettato nel quadro della “lotta al terrorismo”.    
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Fonti:
url dell’articolo originale:
http://www.telquel-online.com/408/actu_maroc1_408.shtml


(r)umori dal Mediterraneo                                    TELQUEL online

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Una risposta a Marocco, dibattito sui detenuti islamici

  1. anonimo ha detto:

    بسم الله الرحمن الرحيم 
    السلام عليكم ورحمة الله وبركاته

     

    أَلَا إِنَّ نَصْرَ اللَّهِ قَرِيبٌ

    Non è forse vicino il soccorso di Allah?

    (Corano II. Al-Baqara, 214)

    Sorella carissima,
    Alhamdulillah siamo tutti felicissimi per la liberazione del caro fratello, che Allah vi protegga e vi ricompensi per il sabr di tutti questi anni di fronte all'ingiustizia, amin…
    Che Allah vi accompagni,
    Allah ma'akum,
    Un abbraccio dalla tua sorella fillah & bambinoni
    wasalam,
    Aisha

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