Abou Elkassim Britel, sette anni dopo parliamo ancora di extraordinary rendition

Extraordinary Rendition di Giovanni BianchiniNon finirà la vergogna delle extraordinary rendition finché restano in detenzione vittime, la cui sorte nell’ombra del silenzio è ignorata e taciuta.

Per non dimenticare…

A sette anni dalla terribile notte – tra il 24 e 25 maggio 2002 – nella quale Abou Elkassim Britel subì questa violenza e perdurando il tempo infinito della pena iniqua ed insensata che continua a scontare, riporto alcuni passi del Rapporto del sen. Dick Marty per il Consiglio d’Europa :

76. Le rendition sono una pratica degradante e disumanizzante; certamente per le vittime, ma anche per coloro che effettuano le operazioni. Questa semplice constatazione è divenuta chiara per me il mio team dopo aver incontrato varie persone le cui vite sono state indelebilmente cambiate dalle rendition.

77. Pertanto, mentre è necessario analizzare nel suo complesso il sistema globale delle rendition, non dovremmo mai perdere di vista la sua dimensione umana, in quanto è proprio questa componente a risultare la più colpita dagli abusi.  …

87. L’aspetto più inquietane di questa pratica sistematica sembra tuttavia essere costituito dal fatto che la sua finalità è proprio quella di umiliare. Molti resoconti riferiscono che queste misure vengono adottate nonostante “la forte resistenza”, sia fisica che verbale, opposta dal detenuto. Il denudamento, l’incatenamento forzato «come un animale» e l’obbligo di indossare pannolini appare offensivo nei confronti del concetto di dignità dei detenuti. A mio avviso è semplicemente inaccettabile che in Stati membri del Consiglio d’Europa i servizi di sicurezza, siano essi europei o esteri, trattino le persone in modo da costituire «estrema umiliazione». …

89. I resoconti personali di questo tipo di abusi dei diritti umani parlano di completa demoralizzazione. Naturalmente, la demoralizzazione è maggiore nei casi in cui l’abuso persiste, quando ad esempio una persona rimane in detenzione segreta, senza conoscere le motivazioni per le quali è trattenuta e nessuno, fatta eccezione per i suoi rapitori, sa di preciso dove si trovi o come stia. L’incertezza che caratterizza le rendition e le detenzioni segrete è torturante, sia per quanti sono detenuti, sia per coloro per i quali risultano “scomparsi”.

90. Tuttavia, il tormento continua per lungo tempo dopo che il detenuto è stato localizzato, o anche rilasciato o è stato in grado di far ritorno a casa. Le vittime ci hanno descritto la sofferenza che li coglie con flashback e attacchi di panico, l’incapacità di condurre relazioni normali e una costante paura della morte. Le famiglie sono state separate. A livello personale, persistono profonde cicatrici psicologiche; e su base quotidiana, lo stigma e il sospetto sembra perseguitare chiunque sia brandito quale “sospetto” nella “guerra al terrore”. In breve, appare praticamente impossibile ristabilire normali relazioni sociali.

Fonte: Amnesty International (2006), Voli segreti : Il rapporto del Consiglio d’Europa sulle operazioni coperte della CIA negli Stati europei, Torino, EGA Editore.
Contiene la traduzione in lingua italiana del rapporto del senatore Dick Marty, ed un’interessante appendice sulle espulsioni «per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato».

La foto: dall’installazione Extraordinary rendition di Giovanni Bianchini

da ascoltare: Khadija: Umanità violata: renditions, detenzioni, torture ed altro nella vicenda di Abou Elkassim Britel (agosto 07)

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