« Il detenuto Britel, torturato e ignorato » e quel che succede nel mondo (2)

Marocco. 25 aprile 2009 – Un convegno a Casablanca per discutere di riconciliazione, dell’importanza di questo approccio nella questione terrorismo, del ruolo delle associazioni. L’incontro, organizzato dal Forum de la Dignité pour les Droits de l’Homme (FDDH) e da Pax Christi International, ha esaminato in modo particolare la situazione marocchina, con il contributo anche di ospiti stranieri che hanno presentato le esperienze dei loro paesi.
La stragrande maggioranza dei cosiddetti salafistes non ha commesso alcun reato: sono stati arrestati a causa di idee e convinzioni. Lo Stato marocchino è stato invitato ad un’amnistia per i detenuti islamici, ma non pare ancora pronto all’importante passo, dato l’approccio securitario perseguito con i processi iniqui e gli abusi dei servizi di sicurezza.
Dall’articolo di Al-Jazeera :
– Abderrahim Mouthade, dell’associazione a sostegno dei detenuti islamici e delle loro famiglie an-Nasir, ha proposto la mediazione delle associazioni dei diritti umani al fine di raggiungere una soluzione di questi casi.
– Mustafa Ramid, presidente del FDDH, avvocato ed uomo politico, ha posto l’accento sull’innocenza di molti dei detenuti, sull’apparato di sicurezza e sulla necessità di voltare pagina.
– Gijsbert Van Iterson Scholten, responsabile di Pax Christi International – Paesi Bassi, che lavora nei paesi del Magreb, ha esortato al rilascio dei prigionieri islamici innocenti e a processi equi.

Stati Uniti. 28 aprile 2009 – Accolto il ricorso dell’American Civil Liberties Union (ACLU).
La causa intentata il 30 maggio 2007 per conto di cinque vittime di extraordinary rendition – uno di loro è  Abou Elkassim Britel –  e alla quale il Governo americano aveva opposto il “segreto di stato” si farà.
Una sentenza importante che apre le porte dei tribunali americani alle vittime di rendition e tortura.

E in Italia … nessuno pare aver notato.
Non ci stupiamo più, resta l’interrogativo di quando e come i governi italiano e marocchino prenderanno in considerazione l’inarrestabile evoluzione di fatti e teorie nella lotta al terrorismo e del reale rispetto dei diritti degli esseri umani.
Allora, forse, si ricorderanno del cittadino italo-marocchino Abou Elkassim Britel torturato e ingiustamente detenuto da  oltre 7 anni.

Riferimenti:
Orginale articolo Al-Jazeera
Originale comunicato ACLU
Traduzione in italiano comunicato ACLU in Giustizia per Kassim

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