« Il detenuto Britel, torturato e ignorato » e quel che succede nel mondo

Marocco. Kassim è assai stanco, svuotato di speranze e futuro, cerca di occuparsi della quotidianità nel reparto 4 del carcere di Oukasha. Cibo, pulizia ed igiene sono le sue preoccupazioni, visto che gli è impedita qualunque attività intellettuale. Di tanto in tanto qualche calcio ad un pallone ed il mondo fuori sempre più lontano… Libri e giornali restano vietati.

Il suo silenzio mi preoccupa abituata come sono a confronti verbali anche intensi ed accesi con lui. Nuove macchie, di diverso colore sulla sua pelle, mentre una larga chiazza scura sul braccio è il ricordo della grave malattia di novembre.
Continua la condivisione di una cella piccolissima con un compagno che Kassim teme di disturbare, con i ritmi ed i riti imposti dai suoi cronici problemi di salute.
Dopo averlo incontrato, sono ripartita con il cuore ancora più stretto, ogni volta è peggio, anche se in questo viaggio non ho avuto problemi all’interno del carcere, finalmente!
Lasciarlo così, con il senso di impotenza che mi prende per non essere riuscita a dire, a raccontare fatti accaduti, persone incontrate, riflessioni, tentativi … quando lo vedo in questo stato non riesco a sopportarlo, e mi vergogno della mia stanchezza.

Per il resto, consistente aumento dei prezzi degli alimenti e sciopero dei trasporti, ad aumentare le già difficili condizioni di vita nel Paese.

Italia. Il ministro Frattini risponde duramente alla lettera degli europarlamentari [ vedi post precedente ], senza alcuna considerazione per noi, nessun ripensamento sulla colpevole posizione del nostro Paese.
Alla mia lettera del 28.2.09 ha ritenuto di non rispondere,  inflessibile in una posizione superata da fatti che vanno via via verificandosi nel mondo.

Stati Uniti. L’American Civil Liberties Union chiede che venga discussa la causa contro la Jeppesen, che si occupò anche della rendition di Kassim nel 2002, in quanto il segreto di Stato non è più tale dopo la pubblicazione dei 4 memorandum del Dipartimento della Giustizia sulle torture. In inglese sul sito dell’ACLU: qui, traduzione in italiano: qui

Da New York, ancora una volta, Claudio Gatti scrive di Kassim:
Il detenuto Britel, torturato e ignorato è il titolo dell’articolo per Il Sole24ore del 21 aprile.
Contiene anche le parole inascoltate che mio marito scrisse nel gennaio 2007 al presidente della Repubblica e ai ministri degli Esteri e della Giustizia:
«Sono Abou Elkassim Britel, cittadino italiano, mi trovo ancora rinchiuso in Marocco… Sono stato abbandonato nella più completa indifferenza nonostante le molteplici prove delle ingiustizie che ho subito». [la lettera completa nella pagina In Italia qualcosa si muove del sito Giustizia per Kassim].

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