Silenzio su Abou Elkassim Britel al 70° giorno di sciopero della fame

70 lunghissimi giorni per lui e per gli altri detenuti islamici nel suo reparto ad Oukasha, giorni trascorsi nell’attesa di una risposta da parte delle autorità marocchine, densi di silenzi, ma anche di fatti gravi, dentro e fuori il carcere. Lo sciopero è praticato in 31 prigioni, qualcuno ha iniziato anche prima del 31 marzo, altri vi sono entrati dopo.
Uno sciopero per protestare contro le indegne condizioni di detenzione, in notevole peggioramento negli ultimi mesi, contro le vessazioni quotidiane che non risparmiano nemmeno le famiglie. Uno sciopero per reclamare una revisione degli affrettati ed iniqui processi del 2003 e non è il primo, sono anni che in Marocco ci si batte su questi temi.
Questo però è lo sciopero più lungo e non finirà se non in presenza di fatti concreti.
I prigionieri sono stanchi, ma sanno che non possono fermarsi proprio ora, qualcuno di loro è stato sottoposto ad alimentazione forzata, le famiglie li sostengono con sit-in, richieste pressanti alla Direzione penitenziaria e al Ministero di Giustizia.

Kassim è solo, l’Italia l’ha abbandonato, l’ultima visita consolare risale al 12 maggio scorso, le mie mail alle autorità diplomatiche non ricevono risposta.
Nemmeno l’inserimento del suo caso nel Rapporto annuale di Amnesty International tra i problemi aperti in Italia, ha cambiato qualcosa, quanti giornalisti si sono sentiti di indagare oltre quel nome e quelle righe? e di scriverne?
Ancora una volta i grandi media tacciono, facile scrivere di Abou Omar, ma di questo caso che è una vera vergogna per un paese che si ritiene democratico e civile, no, non se ne parla e così un cittadino italiano incensurato rischia di morire in carcere, perché osa chiedere giustizia e chiedere conto delle torture subite e di patimenti che durano da oltre sei anni.
In Italia gli unici casi di diritti umani violati sono quelli che riguardano altri paesi e certamente non quelli ai quali si è dato in subappalto il lavoro sporco, quello di cui appunto non si può e non si deve informare.

Per correttezza ecco l’unico articolo, a mia conoscenza, che ha dato rilievo alla vicenda dopo il rapporto di Amnesty International, su Dnews del 3.06.08, a firma Mara Mologni:
Hanno abbandonato mio marito ElKassim l’Italia …
 
leggi qui >>> kassim dnews 3 giu 08

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