abou elkassim britel : 40. giorno di sciopero della fame

Sei giorni fa, Kassim è stato trasferito nella prigione di Oukasha, a Casablanca.
Condizioni pessime, molte sono le restrizioni, ma soprattutto nessuna considerazione per il fatto che è in sciopero della fame.
Dalle finestre senza vetri entrano aria fredda ed umidità dal vicino oceano.
Nella serata di ieri finalmente ha ricevuto alcune coperte da stendere a terra, sul cemento, per dormire, ma non bastano…
I fratelli lo aiutano: hanno cercato coperte per lui. Con la debolezza cresce anche la sua determinazione.

Il Consolato italiano ha chiamato la Direzione del carcere, ma finora Kassim non ha visto alcun risultato.

E il Governo italiano? «A questo punto ci domandiamo: quanto può valere quella simbolica vittoria sulla pena di morte se non si riesce a salvare dalla possibile morte reale un nostro concittadino illegalmente deportato, falsamente accusato e ingiustamente condannato?»
da « La Farnesina e la sorte dell’ italiano Elkassim » di Claudio Gatti – Il Sole-24 Ore, 20.12.07

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